Tipologie di Pettorine e Collari

Strumenti di gestione e controllo

Esistono davvero centinaia di dibattiti al riguardo ma in generale tutte le opinioni si ritrovano concordi sul dire che non è lo strumento in sé a insegnare al cane a non tirare, ma una buona educazione quotidiana che per semplicità gestionale e velocità d’apprendimento, sarebbe corretto farla fin da cucciolo. Al contrario se il cane non è ben educato, non esiste strumento che possa insegnargli come si fa una tranquilla passeggia accanto al padrone. Tutto dipende da noi, siamo noi la chiave di svolta per un potenziale cambiamento.

È importante chiarire che quando parliamo di insegnare al cane ad andare al guinzaglio, in questo specifico caso, non si intende portare fuori il cane come se fosse una condotta da gara, ma fare una passeggiata tranquilla (ovviamente per entrambe le parti) in cui il cane si rilassa e si diverte, odorando ed esplorando il mondo circostante senza trascinarci rovinosamente.

Introdotto ciò, iniziamo subito a parlare degli strumenti incriminati:

I Collari:

1) Collare a fascetta (fisso):

è costituito da una fascetta (dai più svariati materiali) che fa il giro completo intorno al collo del cane. Si allaccia con una fibbia o con un moschettone regolabile, esattamente come le nostre cinture, e quindi ha un certo grado di adattabilità alle dimensioni del cane. Una attenzione particolare però va data alla giusta misura del collare stesso che non deve essere mai né troppo stretto né troppo largo, per evitarne lo sfilamento dalla testa. Generalmente possiamo dare 1 cm / 1,5cm dal collo del cane alla fascetta. Per quanto riguarda il materiare possiamo solo citare il fatto dalla qualità e dalla resistenza del prodotto stesso considerando che alcuni materiali sciupano più il pelo rispetto ad altri, ecco perché è sempre e comunque consigliabile togliere il collare ogni volta che si rincasa dalla una passeggiata o un’attività. Per i cani con collo molto lungo (come i levrieri) si preferisce utilizzare un collare molto largo per evitare che eventuali strattoni possano causare danni alla trachea o alla colonna vertebrale. 

2) Collare a semistrozzo:

CHI SIAMO

educatore-istruttore-cinofilo-cani-lucca-viareggio-pisa-pistoia-dog-addestratore

Attitude dog nasce dalla realizzazione di un sogno iniziato da lunghi percorsi di studio, pratica e sacrifici che mi hanno messo più volte  alla prova. Ho sempre avuto molto chiaro il traguardo da raggiungere perciò ho sempre dato il massimo, nonostante la consapevolezza che le mie ambizioni sono sempre state molto alte. Dopo numerose idee, disegni e sogni notturni alla fine sono arrivata a mettere realmente in pratica gli obiettivi che già da tempo mi ero prefissata. L’armonia e la passione che richiede questo lavoro non si apprende dai libri, bensì dall’amore, dalla sintonia e dall’empatia che si prova con gli animali con cui si lavora.

è costituito da due parti: una, composta potenzialmente da svariati materiali, con due anelli alle estremità, e una seconda parte che passa in questi due anelli e termina con entrambe le estremità su un terzo anello, a cui viene agganciato il moschettone del guinzaglio. E’ detto a semi strozzo perché si stringe se il cane tira ma solo fino a quando i due estremi della prima porzione del collare si sono avvicinati completamente tra loro. Vi assicuro che è molto più difficile da spiegare di quando è in realtà. Detto molto grezzamente possiamo perciò considerarlo un collare a “strozzo con moderazione o stop”.

3) Collare a punte

principalmente fatto in totale acciaio si allaccia intorno al collo del cane con una chiusura classica a clip, a semistrozzo o ad incastro tra le maglia del collare stesso. La meraviglia di questo esemplare strumento sta nel fatto che tutto all’interno, quindi nella parte rivolta verso la cute del cane, sono posizionate delle punte metalliche “smussate”. Sinceramente non è che questo ultimo elemento mi faccia ricredere sul funzionamento, l’eleganza e tatto di questo strumento. Quello che c’è sicuramente da dire è che molti in verità hanno anche la brillante idea di “sabotare” le punte, limandole e rendendole acuminate, mentre altri, forse per una scelta inconsapevole, insensata e inidonea, scelgono di coprire le punte con dei piccoli cappucci/ tappini le punte del collare. In quanto non condivido per niente nessun tipo di uso se ne faccia, che sia a punte coperte o acuminate, sconsiglio vivamente di usare questi strumenti, che considero barbari, retrogradi, diseducativi e totalmente privi di etica e morale . Oltre al fatto che possono causare grossi danni alla salute del cene e incidere pesantemente sulla sfera emotiva psicologica. Credo che non ci sia molto su cui discutere, visto che trovo la situazione palese. Penso che a nessuno piacerebbe camminare che degli agi/punte che premono continuamente intorno al collo per ogni minimo movimento, e penso che psicologicamente sia una cosa dura, faticosa e molto stressante da sopportare. Infatti guarda caso, alcune ricerche scientifiche testimoniano che il collare con le punte (esattamente come tutti gli altri strumenti coercitivi) influenzano negativamente il carattere del cane, arrivando, chiaramente a stimolare e incrementare l’aggressività.

4) Collare a strozzo o a strangolo:

è costituito da un’unica porzione, tutta a catena, provvista di due anelli agli estremi, di cui uno scorre per tutta la lunghezza del collare mentre l’altro serve per agganciare il moschettone del guinzaglio. In questo modo si forma una sorta di cappio che si stringe intorno al collo del cane quando tira e si allarga quando sta vicino al padrone lasciando lasso il guinzaglio. In giro circolando vari elenchi sugli effettivi danni psico-fisici che un collare a strozzo può causare.

Di seguito un elenco stilato dall’ASETRA (Associazione  di Studi  Etologici e Tutela delle Relazioni con gli Animali):

  • Lesioni ai vasi sanguigni dell’occhio;
  • Danni trachea ed esofago;
  • Gravi traumatismi alla colonna cervicale;
  • Svenimenti;
  • Paralisi temporanea facciale e delle zampe anteriori;
  • Atassia degli arti posteriori;

In questo caso credo sia evidente che non si sta parlando del semplice uso del collare a strangolo, ma dell’uso totalmente criminale, incosciente, e mi permetto di dire incolto, dello stesso. Ma è comunque necessaria una corretta informazione del caso.

Pettorine

5) Pettorina x ( detta scapolare):

fino a qualche anno fa era la più comune tra le pettorine. È costituita da due fasce di stoffa, una che passa  sulla parte bassa del collo (al livello delle nostre clavicole per intendersi ) e una dietro le zampe anteriori, a livello dei gomiti, per poi ricongiungersi entrambe su un unico punto sul garrese del cane. È sicuramente una delle pettorine più veloci da far indossare al cane, purtroppo però è stato evidenziato che a causa della pressione esercitata sulle ascelle si hanno delle conseguenze negative, sia sulla postura dell’animale, che tenderà a camminare a gomiti aperti e quindi a incrementare l’incidenza della displasia ai gomiti, sia sulle ghiandole ascellari, che compresse dalla pettorina rischiano di irritarsi.

6) Pettorina ad H (detta romana):

a differenza della precedente, non comporterebbe grossi problemi, poiché è costituita da due cerchi di stoffa, uno all’altezza del collo e l’altro sulla parte posteriore del tronco, dietro le zampe anteriori. Questi cerchi sono tenuti insieme da altre due fettucce dello stesso materiale, una che passa in mezzo al petto e l’altra che passa sul dorso lungo la spina dorsale. L’aggancio per l’attacco del guinzaglio è ubicato a metà schiena in modo da trovarsi esattamente sul baricentro del cane. Le pettorine ad H sono molto utilizzate e considerate tra le migliori, poichè per la loro fattura non vanno a ledere la postura corretta del cane, non facendo pressione sui punti più delicati. Senza considerare che è sicuramente lo strumento ordinario più sicuro in termini di tentata fuga del cane.

7) Pettorina ad Y  (detta norvegese o svedese):

è un connubio tra le due tipologie precedenti ma non ha lo svantaggio della pettorina ad X che comprimere le ascelle del cane. Questo modello di pettorina prende spunto da quelle per i cani da slitta, infatti, presenta una fascia imbottita che percorre in maniera orizzontale il petto del cane per poi andare a congiungersi, più o meno ad angolo retto, con un’altra fascia, sempre imbottita, che circonda ad anello il torace del cane. Infine, nel punto d’incontro tra le due fasce troviamo una fettuccia più sottile dove agganciare il guinzaglio.

  In conclusione dopo questa carrellata di informazioni e strumenti possiamo concludere dicendo che le pettorine, ad eccezione di quella ad X, non hanno assolutamente contro indicazioni. Sono sicuramente più ingombranti, contenitive, lente da indossare ma tutto viene compensato dalla sicurezza (soprattutto la pettorina ad H), dal controllo sul cane e dall’assenza di danni fisici. Mentre i collari hanno sicuramente  il vantaggio della praticità e velocità dell’uso. Ma andrebbero comunque sempre evitati sui cani con scarsa muscolatura, problemi muscolari, neurologici e respiratori (in particolare nei cani a canna nasale corta). Inoltre un aspetto certamente da non sottovalutare è la facilità con cui possono sfilarsi dalla testa, là dove il cane si impuntasse o retrocedesse durante una passeggiata. In tutto ciò ci tengo a soffermarmi su uno strumento in particolare, ovvero il collare a strozzo. Uno dei più grandi problemi del collare a strangolo, sono le persone che credono di poterlo usare come unico “strumento medicina” del problema tiraggio al guinzaglio. Questi spesso e volentieri si trovano a percorrere due strade: quella “a chi tira più forte” o “a chi si stanca prima”; o quella di dare strattoni violenti per far capire al cane qual è il suo posto nel mondo. Nel primo caso invoglieremo noi stessi il cane a tirare (per scelta presa volutamente o meno dall’uomo), nel secondo il cane sentirà dolore, si spaventerà ( e ulteriori altre conseguenze!) e FORSE rallenterà, anche se non è poi così assicurato. Ciò che è indubbio è il fatto che così facendo rovineremo completamente il rapporto con il lui, tutto per quello che doveva essere una tranquilla passeggiata. Esprimo sempre questo mio pensiero, tra l’altro neanche poco fondato: “meglio essere un boss tirannico, che fonda il suo potere sulla violenza e la forza, o un vero leader sempre pronto a gestire tutte le situazioni con rispetto e convinzione?!”

Cassandra Conforti

corsi-educatore-istruttore-cinofilo-cane-lucca-pisa-pistoia-viareggio-cani-cucciolo-dog-hd-addestratore-servizi-wedding-puppy-animali-riabilitazione-comportamentale-educazione-base-istruzione-nose-work-consulenza-domiciliare-sitter-corsi-servizi
Condivi nei principali social: